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Jochen Sewald privato:  Pensieri biblici

 

 

In cammino verso la Pasqua...

 

 

 

21/04/2019: Giorno di Pasqua - al mattino presto  -  Gesù è risuscitato dai morti.(Matteo 28:7)

“Era presto di mattino, prima del levar del sol; le donne andarono al giardino, con tristezza e dolor. Un angelo del Signore, la pietra rotolò; e con l’aspetto di splendore, alle donne così parlò… Non temete… so che cercate Gesù che è stato crocifisso. Egli non è qui”.Se la speranza è l’ultima a morire, per le donne essa morì quando Gesù spirò e, spinte dall’amore, si recarono al sepolcro per ungere il Suo corpo. Strada facendo si domandarono: “Chi ci rotolerà la pietra?” Ma l’amore non si scoraggia. Proseguirono e la trovarono rotolata. L’angelo disse loro: “Venite a vedere!”, entrarono e videro solo le fasce. Poi aggiunse: “Presto, andate a dire ai Suoi discepoli che Egli è risuscitato dai morti…”. 

Con grande gioia corsero a dirlo ai discepoli.La risurrezione è l’evento più grande della storia. 

Cristo Gesù è morto per i tuoi peccati e se riponi la fede soltanto in Lui, anche se muori, risorgerai. Amen???

 

 

19/04/2019 "Venerdì Santo" - siamo quasi arrivati ​​a destinazione "La Pasqua". 

"Cristo offrì Sé stesso puro di ogni colpa a Dio." (Ebrei 9:14)

Oggi il mondo cristiano ricorda la morte di Gesù Cristo che, senza peccato e volontariamente, offrì Sé stesso per l’umanità. Una domanda nasce spontanea: perché Gesù è dovuto morire? Il capitolo 53 di Isaia ci aiuta a rispondere a questa domanda. Ecco i motivi elencati in questo capitolo: 

Gesù è morto per portare i nostri dolori, la nostra sofferenza e le nostre malattie (peccati) (Isaia 53:3-4). 

Gesù è morto per pagare il prezzo delle nostre trasgressioni e iniquità (Isaia 53:5).

Gesù è morto per riconciliarci a Dio e darci la pace (Isaia 53:5). 

Gesù è morto per placare l’ira di Dio nei confronti del peccato (Isaia 53:10-11). 

Perché dobbiamo ricordare la morte di Cristo (1 Corinzi 11:24)? 

La Bibbia definisce Gesù come l’Agnello di Dio e, come gli Ebrei dovevano ricordare il passaggio dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione, così noi dobbiamo ricordare Gesù, la nostra Pasqua, che ci ha trasportati dalla morte alla vita. Ti auguro una buona Pasqua, ovvero la vita della risurrezione in te.

 

 

17/04/2019: Mercoledì nella "settimana santa"  

Gesù, essendo in agonia, pregava ancora più intensamente.Luca 22:44È notte. Gesù ha appena consumato la Sua ultima cena coi Suoi discepoli e si ritira in disparte a pregare. Lo fa così intensamente che “il Suo sudore divenne come gocce di sangue”. è tremendamente angosciato perché sa che dopo poche ore sarebbe stato crocifisso. Ma non è il male fisico a preoccuparlo, per quanto sanguinaria sia stata la croce, né il sapere che avrebbe dovuto affrontare l’abbandono degli apostoli, il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro, gli scherni e le derisioni dei soldati romani e della folla.La sofferenza più atroce di Cristo è stata l’essere diventato “maledizione e peccato” per noi (2 Corinzi 5:21; Galati 3:13), l’aver ricevuto il castigo divino (Isaia 53:5-6) e il conseguente abbandono da parte di Suo Padre (infatti in croce avrebbe poi gridato: “Dio mio, Dio mio, perché Mi hai abbandonato?” - Matteo 27:46). Prospettiva terribile per il Figlio di Dio, santissimo e benedetto. 

Ma anche l’unico modo affinché noi potessimo ricevere il perdono dei peccati. 

Fu questa prospettiva che Lo indusse a “sopportare la croce con gioia” (Ebrei 12:2).

 

 

10/04/19 - facciamo pensieri dal Vangelo di Giovanni (8, 3-11):

“Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”.

Questo passo del Vangelo è diventato quasi proverbiale. Quando si sbaglia, per cercare un po’ di autogiustificarsi, si tende a citare appunto: “chi è senza peccato…”. In questo passo un gruppo di capi religiosi, per mettere alla prova Gesù, Gli conduce una donna presa in flagrante adulterio. Il loro pensiero è: “Colui che mangia e beve coi peccatori non potrà mica negare ora l’evidenza!” Hanno già tutti la pietra in mano. Ma Gesù non voleva negare l’evidenza. La risposta diventata proverbiale non è data per giustificare la donna, ma per far capire agli ipocriti religiosi che SOLO UNO, il Giusto Giudice, può giudicare e condannare. Allora quegli uomini, “toccati nella coscienza”, se ne andarono ad uno ad uno. “Donna, dove sono quelli che ti condannano?” “ Non ci sono più, Signore”. “Neppure io ti condanno. Va, e non peccare più”. Non c’è nessuna giustificazione, ma il perdono e l’invito ad abbandonare il proprio peccato. Questa è la grazia che può salvare, che ha salvato la donna, e che quei religiosi non accettavano. Il massimo che potevano fare era ritirarsi alla spicciolata. 

Questa grazia è a disposizione di tutti coloro che non vogliono semplicemente autogiustificarsi, 

ma riconoscere Gesù come Giusto Giudice a cui aprire il proprio cuore….

 

 

3/04/2019: Sono solamente circa 2 settimane fino a Pasqua - sentiamo dal Vangelo di Giovanni cap. 1:43

“Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi»". Nel messaggio del mercoledì delle ceneri abbiamo visto come Gesù, Signore della vita e della morte, ha chiamato con autorità Lazzaro fuori dalla tomba. In questo brano vediamo come con sicurezza e autorità chiama i suoi discepoli a seguirlo. Egli conosce ognuno di noi, conosce i nostri talenti e le nostre capacità, e ha per ognuno di noi un compito. Lo scetticismo iniziale che vediamo in Nataneèle può essere lo stesso di noi oggi: “cosa ci può essere di buono in seguire Gesù?”. Nessuno ci obbliga, ma siamo invitati liberamente. Chi ha già scoperto l’amore di Gesù può semplicemente dirci: “vieni e vedi”. Scopriremo se le cose stanno veramente così. E non saremo delusi.

 

 

27/03/2019: Vorrei condividere con voi dei pensieri della Bibbia secondo il vangelo di Matteo 16, 16+17:

Gesù un giorno pose ai Suoi discepoli una domanda: “E voi, chi dite che Io sia?” Pietro rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!” Parole grosse per un semplice pescatore. Da dove gli venivano? Gesù aggiunse: “Tu sei beato, Simone, perché né carne né sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre Mio che è nei cieli”. 

E' questa l'essenza della rivelazione. Quel che Dio voleva dire all’uomo è tutto racchiuso in Gesù Cristo. Non ci si deve aspettare altra rivelazione. Fuori di Lui non c’è altro Salvatore. La domanda di Gesù arriva oggi fino a te: “E tu, chi dici che Io sia?”  Dalla tua risposta dipende la tua eternità.

 

 

 

 

14/03/2019:  Condivideriamo dei pensieri attraverso le profezie della Bibbia

leggiamo le parole di Isaia (ha vissuto circa 700 anni avanti Cristo): 

 

(Isaia 53, 5-6) Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il Signore ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. 

 

 

Un professore tedesco (informatico Prof. Dr. Werner Gitt) ha calcolato che si sono stati adempiute già 3.268 (!!)

 profezie della Bibbia, come si vede in questo video molto vivace:

 

 

 

 

 

 

 

tra cielo e terra

 

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